climatic changes and deforestation
photo-free pixabay

Resilienza a rischi chiave, catene del valore grazie alla conservazione e al ripristino delle foreste: Rapporto World Economic Forum 2021

a cura di Raffaella Aghemo

Il World Economic Forum, impegnato a migliorare lo stato del mondo, è l’Organizzazione internazionale per la cooperazione pubblico-privato. Il Forum coinvolge i principali leader aziendali, politici e di altro tipo della società per definire le agende globali, regionali e industriali.

Di fronte alle crisi interconnesse della perdita della natura e del cambiamento climatico, investire nella conservazione e nel ripristino delle foreste può avvantaggiare le imprese, in quanto diventano attori principali nella transizione verso un’economia a impatto zero.

È quanto emerge dal recentissimo Rapporto che il WEF ha stilato in collaborazione con Dalberg, dal titolo “Investing in Forests: The Business Case - Insight Report - June 2021”.

Le foreste mondiali assorbono già 7,6 miliardi netti di tonnellate di CO2e all’anno (assorbimento netto), 1,5 volte più CO2e di quella emessa dagli Stati Uniti annualmente, motivo per il quale la conservazione responsabile delle foreste e il ripristino può essere una soluzione conveniente, per rimuovere il carbonio atmosferico e costruire la resilienza climatica. Cos’è la CO2e? Conosciuta anche come biossido di carbonio equivalente; per qualsiasi quantità e tipo di gas a effetto serra (compresi metano e protossido di azoto), CO2e indica la quantità di CO2 che avrebbe l’equivalente impatto sul riscaldamento globale. Investire nelle foreste protegge e ripristina la biodiversità essenziale e i servizi ecosistemici, da cui dipendono le società e le economie.

Al di là degli obiettivi di vita per il pianeta, che permettono al genere umano di poter sopravvivere, la salvaguardia di simili valori avrebbe un importante impatto economico aziendale anche in termini di business. Come si legge in questo rapporto, infatti, il valore per le imprese si estrinsecherebbe in tre diverse arterie:

- Resilienza aziendale: investire nella conservazione e nel ripristino delle foreste protegge le imprese dalla perdita di capitale naturale e dagli effetti fisici dei cambiamenti climatici, preparandosi, al contempo, a cambiare le preferenze di consumatori e investitori e dando seguito ai prossimi piani strategici, messi in atto dai governi di tutto il mondo.

- Redditività e crescita aziendale: il valore economico delle foreste è vasto: una stima suggerisce che il valore totale delle foreste intatte e dei loro servizi ecosistemici raggiunga i 150 trilioni di dollari, circa il doppio del valore dei mercati azionari globali.

- Leadership basata sui valori, cui scaturisce un forte posizionamento aziendale e una leadership valoriale sulla concorrenza.

Ne emerge, nel documento, un messaggio di forte spinta verso un’attenzione capillare al panorama forestale e all’ambiente in generale, quando si legge il seguente passo: «PROTEGGERE foreste esistenti: proteggere le foreste primarie e intatte esistenti come priorità per evitare e ridurre la deforestazione e il degrado forestale, poiché sono hotspot di biodiversità, pozzi di carbonio a lungo termine e un deposito per la bioinnovazione nella ricerca di nuovi farmaci o nuovi materiali». Senza dimenticare, però, di avere un PIANO per far crescere gli alberi giusti nel modo giusto e nelle regioni giuste, massimizzando le specie arboree autoctone, garantendo anche un mix di tipi di specie, appropriati ai climi locali e alla disponibilità di acqua: «scegliere le regioni e gli alberi più appropriati per garantire la resilienza climatica e la permanenza di nuove foreste a lungo termine, evitando conseguenze negative indesiderate

Tra il 2015 e il 2020, il tasso di deforestazione è stato stimato in circa 10 milioni di ettari di foresta all’anno, quasi la metà delle dimensioni del Regno Unito. Un recente studio stima che sono stati impegnati solo circa tra i 124 miliardi e i 143 miliardi di dollari, in progetti incentrati sulla biodiversità nel 2019, compresa la conservazione e il ripristino delle foreste, rispetto a un fabbisogno annuo che si stima tra i 722 miliardi e i 967 miliardi di dollari. Di questi investimenti, solo il 5% deriva da fonti private, nonostante uno studio recente abbia scoperto che ogni dollaro (investimento sia privato che pubblico) speso in attività chiave zero-net e positive per la natura, tra cui la conservazione e il ripristino dell’ecosistema, può generare fino a 7 dollari di guadagno, nell’economia più ampia. Sebbene evitare e ridurre le emissioni a livello di economia siano priorità essenziali, anche investire in soluzioni basate sulla natura (NBS) potrebbe aiutare ad abbattere circa il 30% delle emissioni totali di GHG entro il 2030, con le foreste che forniscono quasi il 70% di questo potenziale di mitigazione!

La conservazione e il ripristino delle foreste possono essere classificati in tre grandi categorie:

- Conservazione delle foreste: comporta la protezione delle foreste esistenti; ad esempio, attraverso l’acquisizione di accordi legali sui paesaggi forestali, per evitare il degrado o la deforestazione, pianificati o non pianificati, e garantendo la conservazione permanente dei paesaggi forestali, in collaborazione con le comunità indigene, massimizzando la biodiversità e la salute del suolo, proteggendo i corridoi della fauna selvatica e riducendo i rischi da incendi.

- Ripristino del paesaggio forestale, concentrandosi sul ripristino della funzione ecologica e sul miglioramento del benessere umano, attraverso paesaggi forestali deforestati o degradati. Nel caso di terreni precedentemente boschivi, ciò include la piantumazione di specie arboree appropriate, la rigenerazione naturale e il miglioramento delle foreste e dei boschi degradati riducendo gli incendi;

- Azioni abilitanti alla creazione di un ecosistema che incoraggi la conservazione, il ripristino e la crescita di alberi e foreste, attraverso strategie combinate per la creazione di vivai; gestione sostenibile delle foreste; campagne di educazione forestale; l’impegno della comunità; sviluppo delle capacità e programmi di formazione professionale; strumenti tecnologici a supporto della realizzazione e del monitoraggio delle iniziative di conservazione e restauro; e meccanismi di finanziamento innovativi.

Un intervento diretto delle aziende, a difesa e salvaguardia di questi valori, avrebbe benefici anche in termini puramente commerciali, proteggendo le catene del valore, dalla perdita di capitale naturale e dagli effetti fisici dei cambiamenti climatici. Circa 44 trilioni di dollari di generazione di valore economico dipende, moderatamente o fortemente, dalla natura e dai suoi servizi, ed è quindi direttamente esposto ai rischi derivanti dalla perdita della natura. Ad esempio, si stima che le foreste di mangrovie riducano i danni alle proprietà di oltre 65 miliardi di dollari ogni anno, bloccando le mareggiate e riducendo l’intensità delle onde.

Anche sul piano regolatorio-normativo, l’indirizzo è proprio verso la medesima direzione. Alcuni paesi hanno già approvato leggi per proteggere e conservare gli ecosistemi naturali, in linea con un obiettivo globale di proteggere il 30% del pianeta entro il 2030. Ad esempio, la Francia ha recentemente istituito una legge sul dovere di diligenza, che richiede alle aziende di includere valutazioni ambientali nelle loro catene del valore.

ASN Bank si è impegnata ad avere un effetto netto positivo sulla biodiversità entro il 2030, attraverso i suoi prestiti e investimenti. Nel settore finanziario, molte banche e gestori patrimoniali stanno espandendo i loro prodotti di investimento per includere finanziamenti misti, mercati del carbonio e obbligazioni verdi, atte a supportare il finanziamento delle foreste. La promozione dell’inclusione sociale e ambientale attraverso le foreste, non si limita alle aree rurali: nelle aree urbane, i quartieri più ricchi tendono ad avere una maggiore copertura forestale urbana, creando effetti ambientali e sanitari positivi per i residenti in queste aree. Riconoscendo l’opportunità di sostenere l’equità urbana e promuovere i risultati ambientali, imprese come la Bank of America stanno lavorando, con la Arbor Day Foundation, per aumentare il numero di alberi coltivati nei quartieri a reddito basso e moderato delle città degli Stati Uniti.

Investire in legname di massa sostenibile per nuovi edifici e infrastrutture, può portare a risparmi sia di carbonio che di costi, rispetto ai materiali da costruzione tradizionali. McDonald’s ha recentemente costruito il suo nuovo ristorante di punta a Chicago, utilizzando legno lamellare incrociato (CLT) e Stora Enso, un’azienda di prodotti forestali, sta anche costruendo la sua nuova sede con soluzioni di costruzione in legno massiccio come CLT e legno lamellare impiallacciato (LVL). L’utilizzo di legno massiccio sostenibile come il CLT negli edifici e nelle infrastrutture può portare a notevoli risparmi sui costi, riducendo i tempi di costruzione di circa il 20% e riducendo anche i costi di fine vita.

Aziende come Nestlé, Unilever, Mars e Danone hanno già iniziato a lavorare, con i loro fornitori, per coltivare alberi nelle fattorie dove vengono coltivate e raccolte le materie prime. Ad esempio, nella sua catena del valore del cacao, Nestlé distribuirà 2,8 milioni di alberi da ombra, entro il 2022, in Costa d’Avorio e in Ghana e formerà i suoi agricoltori su come implementare pratiche agroforestali. Questi alberi forniranno servizi ecosistemici vitali per le sue piantagioni di cacao, compresa l’ombra e il miglioramento della salute del suolo, aiutando Nestlé a sviluppare la resilienza ai rischi chiave. Inoltre, la Nestlé ha collaborato con il governo della Costa d’Avorio per proteggere e ripristinare la riserva forestale di Cavally. Questo investimento di 2,5 milioni di franchi (2,7 milioni di dollari) finanzierà il ripristino delle aree forestali degradate all’interno della riserva e sosterrà anche gli sforzi per porre fine alla deforestazione, promuovendo la produzione sostenibile di cacao.

Insomma, alla fine di questo documento, si ha la netta comprensione di cosa stia accadendo: la salvaguardia del pianeta non è solo, per fortuna, una strategia di marketing e di business per poter fare “green washing”, ma la risultanza della consapevolezza, soprattutto a seguito della crisi pandemica globale, che, avere a cuore la salute ed il benessere del mondo in cui viviamo, è il miglior modo per aver cura di noi stessi.

Riproduzione Riservata

Avv. Raffaella Aghemo

--

--

Innovative Lawyer and consultant for AI and blockchain, IP, copyright, communication, likes movies and books, writes legal features and books reviews

Love podcasts or audiobooks? Learn on the go with our new app.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store
Raffaella Aghemo

Raffaella Aghemo

Innovative Lawyer and consultant for AI and blockchain, IP, copyright, communication, likes movies and books, writes legal features and books reviews